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Posta per Amici – Barche del passato

In questa settimana sono rimasto “single” in quanto Hyun-Ju e’ andata a fare un giro per l’Italia con Furio ed alcuni nostri amici Coreani che erano con noi a Jakarta. Considerando che questo sabato non avevo tanto da lavorare mi sono concesso un po’ di relax e sono andato a “Moscenicka Draga”, un piccolo villaggio di pescatori, molto popolare a Fiume, per la sua bella spiaggia.

1Spiaggia attrezzata di “Moshenika Draga”
Dato che la fortuna aiuta gli audaci e le persone per bene, mi sono trovato nella felice situazione di potere assistere ad una regata a vela, dove diversi tipi di antiche e tipiche barche istriane armate di vela latina, si sfidavano su un breve percorso, lungo la costa prospicente “Moscenicka Draga”.

2Regata di barche “vintage” di fronte alla spiaggia di “Moscenicka Draga”
Non capita di sovente di potere assistere a regate di queste barche “Vintage”, ho avuto quindi la fortuna, passeggiando per il porticciolo, di potere osservare da vicino, ed in poco spazio, una ampia panoramica di modelli caratteristici, quali: Gozzi, Passere, Gozzi di Laurana, Tartane e Battane; potendo constatare piacevolmente di persona, che quando hai il mare “nel sangue” (sarà colpa del DNA?), il tempo non passa mai, ma anzi, per i fortunati possessori di tali barche, la passione “aumenta” con il passare del tempo.

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Gruppo di barche “vintage” all’interno del porticciolo di “Moscenicka Draga”
Sperando di farvi piacere, cercherò di illustrare le caratteristiche peculiari, e la storia, di queste barche “Vintage”, che sono accomunate dal potersi muovere anche a vela, pur non disponendo di una chiglia pronunciata (oppure di una deriva), atta ad annullare lo “scarroccio” della barca, quando naviga con il vento al traverso o di bolina.
Cominciamo dal “Gozzo” che è una barca dalle linee appuntite a prua e poppa, a volte è anche dotata di un piccolo ponte di coperta. In Istria le barche piccole sono completamente aperte senza il classico ponte, ma solamente con un piccolo riparo/ripostiglio ricavato a prua, mentre quelle più grandi sono dotate di un ponte, ma solo parziale, a prua.


5Piano di costruzione di un “Gozzo” (Notare la linea filante “VL” ed appuntita della parte inferiore)

All’origine i gozzi erano con propulsione a remi, poi furono dotati di una vela latina, ed alla fine dei giorni nostri, il motore ha fatto fare al gozzo il “salto di qualità ”.
Questa imbarcazione era principalmente destinata alla pesca, al trasporto di persone e di merci, ed in alcuni casi per potere veleggiare per diporto.


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7Gozzo

Così come in Liguria si possono distinguere 2 tipi di versi di Gozzo, (quello di Levante e quello di Ponente) diversificati per il tipo di poppa più o meno slanciata; anche in Istria si possono distinguere quello del Quarnero e quello di Abazia.
Il Gozzo del Quarnero, fino ad oggi è quello meglio conservato ed utilizzato, lungo il littorale quarnerino della Liburnia; questo gozzo è privo di ponte e le sue linee di prua e di poppa sono meno appuntite di quello classico. All’origine era fondamentalmente usano per la pesca, e per questo motivo è caratterizzato da uno scafo esile dalle linee sottili nella parte immersa.
Il Gozzo di Abbazia, è nato con lo sviluppo del turismo, quando fu utilizzato per attività ricreative, e come mezzo di trasporto di persone di un certo rango e turisti, per questa ragione aveva una forma specifica e ben riconoscibile.
Un po’ più lunga del Gozzo ma però dotata di una poppa a specchio, la “Passera”, è una piccola barca con una prua dalla forma slanciata con linee più o meno curve dello scafo. Questa barca ha una poppa più larga ed è adatta al traporto di merci o di persone, ma anche alla pesca.

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Passera a motore “fuoribordo”

9Passera a motore “fuoribordo” e vela       

Secondo la zona di costruzione e l’utilizzo, questa imbarcazione cambiava aspetto e funzionalità.
Le passere analogamente ai gozzi, potevano essere aperte o parzialmente dotate di ponte. Quelle di piccole dimensioni erano governate da remi mentre le più grandi erano a vela. Più tardi vennero introdotti i motori ed è questo il motivo che per cui la linea di poppa venne via via modificata, assumendo una forma più “piena”.
Per delle escursioni in famiglia, si costruivano delle passere di dimensioni maggiori, dotate di piccole cabine e tughe a misura d’uomo, con dei letti a prua ed in alcuni casi addirittura con un piccolo cucinino per aumentarne il comfort o l’autonomia del viaggio. Frequentemente questo tipo di imbarcazione veniva impiegato per pescare gli scampi con le nasse. In quel caso avevano delle piccole cabine poste principalmente a poppa.

11Passera Piano velico di una “Passera”

10Per il suo particolare tipo di costruzione, la versione velica della passera ha due versioni; la prima (la più antica) ha una vela latina, che però ha il difetto principale di avere il centro di spinta velico, spostato verso poppa che la tende a fare “orzare” in continuazione la barca alle andature di bolina.
Al fine di spostare il centro velico verso prua, ed aumentare contemporaneamente la superficie velica, per potere dare maggiore “spinta” alla barca, alla vela latina originale, è stato aggiunto un “fiocco” a prua. Per potere spostare ulteriormente verso prua il centro di spinta del fiocco, lo si è collegato ad uno strallo metallico collegato: ad un “bompresso” (fissato rigidamente allo scafo) ed alla parte superiore dell’albero. L’adozione del bompresso consentiva di mantenere quasi tutto il fiocco ed il suo centro di spinta, a prua dell’imbarcazione; conferendo un maggiore equilibrio al centro velico complessivo della imbarcazione (vedere piano velico sopra), centro velico di spinta, che risultava essere più centrale rispetto alla lunghezza della barca, diminuendo così di molto, l’effetto indesiderato della tendenza ad orzare durante le andature di bolina. Ultimo vantaggio non trascurabile dovuta all’adozione del fiocco era la possibilità con il vento in poppa di usare una configurazione a “farfalla” con fiocco e vela latine disposte sui lati opposti della passera.
Passando a barche di maggiori dimensioni, c’erano dei bellissimi esemplari di “Gozzo di Laurana”, che come tipologia, è più vicino alla “gajeta”. Questo grosso e robusto gozzo, possiede un ampio ponte semicircolare a prua ed a poppa, la forma piena delle fiancate (murate), con un fondo relativamente piatto ed una brusca transizione dal fasciame del fondo al fasciame laterale, ne completa le peculiari caratteristiche. Il gozzo di Laurana è nato negli anni 50 del XX⁰ Secolo dalle mani di un famoso costruttore d’imbarcazioni in legno Ivan Nino Gasparinic, al fine di creare per i pescatori, una barca a motore: robusta, affidabile, capiente e dalle notevoli doti marine. Si distingue per la poppa ovale, per le linee della prua ben definite e specialmente per il prolungamento dell’asta di prua particolarmente alta e robusta, la cosiddetta “pernaccia”, importante estremità dai molteplici usi, che vanno dal collegamento del bompresso se armata a vela, ad un punto sicuro di ancoraggio sia che la barca sia al traino di un mezzo piu’ potente, oppure alla fonda.

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Gozzo di Laurana

13 Piano di costruzione di un “Gozzo di Laurana”
La prua è ricoperta dal ponte, mentre il centro e la poppa sono aperti per lasciare il posto al vogatore, all’attrezzatura oppure ad un carico ridotto. Questo tipo di imbarcazione è spesso usato per trasportare i turisti lungo la riviera di Abbazia.
In porto c’era un bel gozzo di Laurana con alcune interessanti soluzioni di armamento “velico”.

14Gozzo di Laurana armato a vela con la tipica “Pernaccia”

15Mezzo ponte con motore entrobordo
Decisamente di dimensioni superiori al gozzo di Laurana, c’era in porto un esemplare di “Tartana” o “Tartane” (In croato “Tratarice”) . Con questo nome, si intende definire un tipo di imbarcazioni, utilizzate per la pesca con reti a strascico o traino, un tipo di pesca definita: “Alla Trattana” oppure “Alla tratta” (probabilmente una derivazione dal verbo “trarre”). A questo scopo, erano usati i gozzi più grandi, le “gajete” oppure i “Leuti” (Imbarcazioni simili al “Leudo” ligure).

16Piano di costruzione di una Tartana

17versione a vela latina
Per poterle rendere: più sicure in mare aperto, più funzionali ed adatte alla pesca, queste imbarcazioni erano dotate di un ponte continuo lungo tutta la loro lunghezza, ponte dotato di un piccolo boccaporto per l’accesso alla parte inferiore. La rete era posizionata nella parte anteriore della barca da dove veniva calata in mare. Durante questa operazione di alaggio della rete, la imbarcazione era governata dai remi di poppa. Le reti, una volta stese in mare, venivano recuperate a mano sul ponte. Più tardi su queste barche da pesca vennero usate reti da pesca di dimensioni inferiori dette “imbrogli” . A quel tempo sul ponte al fine di riavvolgere l’imbroglio oppure a recuperare cime e catene, era installato un argano (inizialmente azionato a mano, in seguito motorizzato). Il resto della rete veniva recuperato a mano, mentre la propulsione a remi (usata per muoversi in porto e nelle fasi delicate della pesca quando per calare le reti di prua andavano lentamente in dietro), da vela si evolse finalmente a motore.

1819Tartana a motore (notare gli scalmi in legno a metà barca, ed il ponte continuo con il boccaporto)
Ultima della serie di barche viste, ed anche la più “Vintage” nell’aspetto, era una “Battana” di Rovigno. La battana è veramente una imbarcazione di costruzione molto semplice, dal fondo piatto leggermente rialzato verso la prua e la poppa. La prua è appuntita mentre la poppa è a specchio. Le fiancate sono ricurve e rendono la barca più larga nella parte alta. E’ interessante sapere che grazie alla semplicità del disegno, spesso le battane non erano costruite da veri costruttori navali, ma bensì da persone comuni che per la costruzione utilizzavano a volte anche materiali meno classici e più economici.

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Le battane di piccole dimensioni venivano usate per la pesca lungo la costa ed erano completamente aperte, senza ponte e chiglia; quelle più grandi erano dotate di ponte e costruite in modo più solido per potere navigare in sicurezza in mare aperto. Prima dell’introduzione dei motori, le battane erano propulse a remi od a vela. Oggigiorno vengono usati motori fuoribordo.
Nella grande varietà di modelli di battane, le più usate nell’Adriatico settentrionale, erano quelle con le fiancate raccordate, ma c’erano anche quelle con le fiancate inclinate. Dal punto di vista dell’armamento velico possono essere senza o con il fiocco, in quest’ultimo caso l’adozione di un bompresso ed uno strallo metallico, sono quasi obbligatori.

21Battana in versione col fiocco

22Battana senza fiocco
Le più famose sono le battane di Rovigno, caratterizzate da una forma specifica e larga, dal fondo piatto ricurvo verso la prua e la poppa, senza chiglia e con la poppa a specchio estremamente stretta. Ce ne era una con una vela giallognola con stampato lo stemma di Rovigno (Una croce Rossa in campo Bianco), che faceva bella mostra di se.

2324Battana di Rovigno in versione senza fiocco.
Dal punto di vista strettamente tecnico-velico, era interessante vedere come erano stati risolti alcuni problemi basilari quali: l’installazione di un bompresso, la regolazione della vela principale.
La soluzione tecnica adottata per installare un bompresso, dipende molto dal tipo di barca considerata, ad esempio nel gozzo, il bompresso presenta una estremità a forcella che spinge contro l’albero, ed un tirante metallico fissato sulla prua consentono l’installazione di uno strallo metallico dove potere collegare il fiocco. Mentre su di una Battana si preferisce utilizzare una legatura stretta fra il dritto di prua ed il bompresso medesimo.

2526Gozzo bompresso fissato con forcella e tiranti


27Battana bompresso fissato con legatura e tiranti

Invece, su di un gozzo di Laurana per il fissaggio del bompresso, veniva adottata una soluzione mista: una forcella sull’albero come il gozzo, ed il bompresso legato di lato alla pernaccia.

293032Gozzo bompresso fissato con forcella e con legatura sulla pernaccia
Data la modesta dimensione della superficie velica della vela principale, il fissaggio: del Boma, della vela, e relativa regolazione, sono realizzate in modo molto semplice quanto efficace.
Il Boma non è incernierato, ma è solamente fissato di lato, in modo che con “mure a sinistra” il boma si allontana dall’albero, mentre con “mure a dritta” ci si appoggia, e la spinta longitudinale è contrastata da un cavo passato a doppino in un foro praticato nel boma. La parte superiore della vela è “tirata” da un cavo che passa in una puleggia fissata sulla parte alta del albero.

323334Metodi di fissaggio del boma e della vela, su di un Gozzo di Laurana.
Infine la regolazione di quanto “cazzare” la vela durante le varie andature è affidata ad un sistema di paranco a 3 fili, con il punto morto della scotta, fissato alla estremità esterna del boma.
La scotta passa in una doppia puleggia verticale, fissata al boma con un bracciale scorrevole, che guida la scotta nella puleggia inferiore dotata di un “mordi scotta” per il bloccaggio della scotta medesima.

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39Metodi di regolazione del boma e della vela, su di un Gozzo di Laurana.

Sono ancora molte altre, le cose viste ed osservate su queste barche “vintage”, ma mi sono volutamente limitato alle principali e più semplici, per non annoiare coloro che potrebbero essere meno interessati alle cose nautiche; spero di avervi dato qualche informazione curiosa e vi rimando al prossimo photo-reportage.
Flavio Scopinich